San Salvo, la notte in cui il fuoco alimenta la tradizione

Lorenzo Saturni
21/12/2025
Tradizioni
Condividi su:

Quando l'ultima brace si spegne, resta il calore nel cuore di una comunità.

Il 20 dicembre 2025 non e' stata solo una data sul calendario, ma il compimento di un rito che ha visto Piazza San Vitale, cuore pulsante della fiducia in Dio e nel suo santo protettore.

Il successo di ogni edizioni parte dalle prime ore del giorno precedente. Vedere operai e volontari lavorare fianco a fianco, tra il profumo del legno fresco e il rumore degli attrezzi, ci ricorda che tutto ha un'anima diversa quando si lavora per un obiettivo comune.

Ogni tronco intrecciato con amore e perizia e' stato il preludio a una maestosa colonna di fumo.

La meticolosità della preparazione - dalla solidarietà base in mattoni alla balla di paglia posta nel cuore della catasta - ha permesso alla fiamma di ardere alta e fiera, simbolo di una tradizione che teme il passato del tempo.

Il programma e' iniziato con l'accensione del fuoco e la solenne benedizione di Don Raimondo Artese.

La piazza, gremita di cittadini e visitatori, si e' poi fatta silenziosa e attenta per la solenne benedizione e la rievocazione storica dell'arrivo delle reliquie di San Vitale Martire.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, la festa ha cambiato ritmo con l'esibizione di Alberto Bertoli in concerto.

La riuscita dell'evento e' il frutto di una straordinaria sinergia che trova il suo cuore pulsante e la sua ragion d'essere nella comunità ecclesiale, in particolare nella Parrocchia di San Giuseppe.

Questa iniziativa, profondamente radicata nella fede delle parrocchie cittadine, ha trovato un sostegno fondamentale nell'Amministrazione Comunale e nella partecipazione corale di numerose realtà del territorio, quali: la Proloco, le Protezioni Civili, l'Horse Man Team, la Croce Rossa, insieme all'Associazione Gran Sipario d'Argento, agli Amici delle Tradizioni e a moltissime altre sigle del volontariato che operano a San Salvo.

Il Fuoco di San Tommaso 2025 ci lascia un insegnamento prezioso: la fiamma continua a brillare solo perché oggi, come nel 1745, ci sono state mani capaci di collaborare e cuori pronti a custodire il passato.

A cura di Maria Napolitano e video di don Vincenzo Giorgio

Leggi altre notizie su Terre Di Chieti
Condividi su: