San Salvo ha respirato l’aria delle sue radici più profonde. La festa di San Vitale, patrono della città, non è solo un appuntamento liturgico: è il giorno in cui l’intero popolo — tutto il popolo, come amano ripetere i sansalvesi — si riconosce parte di una stessa storia, di una stessa protezione, di una stessa benedizione.
In questa intensa giornata, iniziata con la sfilata dei carri per le vie del paese, la rievocazione dell’arrivo delle reliquie, e la solenne celebrazione del mattino non esistono differenze: chi è nato qui e chi è arrivato dopo, il bambino più piccolo e il nonno di 99 anni, tutti camminano sotto lo stesso cielo e sotto lo stesso patrono. È la festa che unisce, che ricuce, che ricorda che una comunità è fatta di volti, di mani, di generazioni che si intrecciano.
La solenne concelebrazione della sera
Tutti e quattro i parroci di San Salvo hanno concelebrato insieme a Messa conclusiva della sera, segno di una Chiesa che cammina unita: don Raimondo Artese, don Antonio Totaro, don Gianluca Catania, don Antonio Totaro e don Vincenzo Giorgio. Una presenza corale che ha dato alla celebrazione il sapore della comunione e della corresponsabilità pastorale. Presenti anche le autorità civili e i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle autorità militari.