“Aisling” e la sua autrice Nausica Manzi in partenza per il Salone Internazionale del Libro

Appuntamento a Torino, dal 14 al 18 maggio, per la 38esima edizione

Marianna Forgione
04/05/2026
Cultura
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Io e Aisling stiamo per partire per Torino per il Salone Internazionale del Libro. Entrambi siamo molto emozionati. Per tanti motivi. A Torino porterò dentro tanto, e questa volta avrò con me soprattutto una cosa: una strana alchimia che mi è rimasta addosso. Essa è stata una brezza delicata che mi ha accarezzata, facendomi respirare leggera come non mi capitava da un po' e, insieme, un fulmine che mi ha scosso, facendo tornare a bruciare alcune ferite che forse non si rimargineranno mai. Eppure, questa alchimia di carne e anima, mi è rimasta qui addosso, a fior di pelle e non so darle una spiegazione, forse non c’è, o forse si, so solo che, inspiegabilmente, non riesco a togliermela. Quindi la porto con me, la conservo dentro me. Un giorno, poi, la vita poi me ne farà capire il motivo. Lo farà ne sono certa. Ora va bene così, e che risuoni con tutta la potenza che ha.”: con queste parole pubblicate su un post di Facebook oggi, la scrittrice Nausica Manzi ha condiviso la sua emozione a pochi giorni dalla partenza per il capoluogo piemontese.

Sensazioni già condivise in un post di alcune settimane fa scritto in occasione dell’accreditamento quando ci ha raccontato cosa significa per lei essere presente a questo appuntamento letterario così prestigioso, un progetto di promozione del libro, della lettura e della cultura nonché la più importante manifestazione italiana nel campo dell'editoria. Giunta alla sua 38esima edizione, il tema di quest’anno è “Il mondo salvato dai ragazzini”: nulla di più vicino a tutto ciò che Aisling custodisce.

“Mancano poche settimane, eppure sento già l'aria di Torino vibrare. Per me, portare Aisling al Salone Internazionale del Libro non è solo un appuntamento editoriale; è la prova tangibile di una metamorfosi.” ci aveva detto la scrittrice “Ho capito che Aisling somiglia al Neon. Per lungo tempo è rimasto chiuso in un contenitore sottile, invisibile e nobile nella sua solitudine, fluttuando nel buio di stanze silenziose. Ma il Neon ha bisogno di una scossa, di un’energia che lo attraversi per rivelare la sua vera natura. Una energia che poi è arrivata attraverso persone e situazioni dolorose ma anche gioiose. Torino sarà una nuova scossa. Sarà un nuovo momento in cui il mio buio, curato e attraversato con fatica, si trasformerà in luce cinetica. Non una luce accecante e comune, ma un bagliore rosso, caldo, che nasce solo quando la pressione interna incontra il coraggio di mostrarsi al mondo.”

E ancora: “Questo bagliore, questa primavera che sta per sbocciare, lo dedico interamente a me. Alla mia forza, che ha saputo costruire l'impalcatura per questo sogno, questa visione che si chiama AISLING, e alla mia fragilità, che è la parte più preziosa di me: quella che permette alla luce di essere umana, vera, tremante. Una vulnerabilità che dono e pretendo che sia rispettata, altrimenti poi Nausica si chiude e sembra fredda, lontana, ma lo fa solo per difendersi, perché il suo cuoricino si è spezzato tante volte, eppure in quei momenti si è sempre riscoperto infrangibile, perché continuava a luccicare e non si è mai spento.”

Parole cariche di emozione che lasciano trasparire tutta la sensibilità di una penna ma soprattutto di una ragazza che trova forza e linfa vitale nella scrittura. Una scrittura che in punta di piedi scava ed entra nell’anima delle persone che incrocia e incontra facendole in certo senso sue.

A tal proposito ha concluso la Manzi: “Pure se, come sempre, fisicamente lo farò, sento che non viaggerò da sola. Porterò con me ogni singolo studente di cui Aisling narra i sogni infranti e ricostruiti, porterò poi con me ogni persona citata nei ringraziamenti di Aisling. Queste sono persone che porto addosso, incastrate sottopelle in modi che la logica non può spiegare. E va bene così. È il mio modo di proteggerli, di renderli parte di una rinascita partita da una pagina bianca, anzi meglio strappata, ed è anche un modo per, almeno per un po', non aver paura di perderli e non averli più nella mia vita.”.

Congratulazioni, Nausica e buon Salone del Libro!

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