Gli allievi della 'Peluzzo' di Vasto al Museo del Treno, l'evoluzione del mestiere di capostazione 'sotto la lente'

Lino D'Avino
30/05/2026
Appuntamenti
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I bambini della classe 5B della Scuola Primaria ‘Peluzzo’ della Nuova Direzione Didattica di Vasto il 27 maggio hanno visitato il Museo del Treno di Montesilvano e la Sala Circolazione Treni di Pescara, accompagnati dalla dirigente scolastica Concetta Delle Donne, dalle docenti Valentina Matilde Di Michele ed Emanuela Pecorelli e dagli assessori Paola Cianci e Anna Bosco.

C'era una volta un signore con una divisa elegante, una paletta bianco-verde, un berretto rosso e un fischietto con cui faceva partire i treni da ogni stazione.

Il capostazione era come il custode del viaggio: controllava che tutto fosse al sicuro prima che un treno si muovesse. Per far viaggiare un treno senza pericoli, il capostazione usava degli strumenti specifici: i deviatoi, i segnali luminosi, i passaggi a livello, gli annunci ai viaggiatori, la gestione delle emergenze e gli accordi con gli operatori della manutenzione dei binari, la linea elettrica e gli impianti di sicurezza.  I deviatoi sono come strade mobili dei binari, si spostano per far andare il treno a destra  o a sinistra. I segnali luminosi, sono semafori giganti che segnalano al macchinista di andare, fermarsi o aspettare. I passaggi a livello, sono  barriere che proteggono le persone e le auto quando passa un treno. Gli annunci ai viaggiatori, fatti dagli altoparlanti che, in stazione, avvisano i viaggiatori su cosa sta succedendo, per quanto riguarda orari, arrivi partenze e ritardi. La gestione delle emergenze, perchè un capostazione è un po' come un direttore d'orchestra.

Ogni gesto, ogni leva, ogni fischio serviva a far muovere il mondo ferroviario con ordine e sicurezza.

Tutto questo “ mondo antico ” l'abbiamo  visto attraverso la spiegazione dei volontari presenti dell'Associazione Culturale Amatori Ferrovie del Museo del Treno di Montesilvano: Dario Recubini (Presidente), Renzo Gallerati, Antonello Lato, Antonio Schiavone, Peppino Di Febo, Pino Onesti e Valerio Gambelli.

Nel Museo del Treno di Montesilvano ci sono locomotive vere, vagoni antichi e tanti oggetti che raccontano com'era viaggiare tanto tempo fa. Potete vedere trenini in miniatura che si muovono in plastici pieni di paesaggi e stazioni e immaginare di essere macchinisti per un giorno nella cabina di guida di un locomotore o nel posto di guida di una locomotiva antica.

Poi, per far comprendere l'evoluzione del mestiere di capostazione, i bambini son stati accolti nella Sala Circolazione Treni di Pescara, dove grazie alle spiegazioni di Francesco Caroselli hanno visto il mondo lavorativo attuale: stanze piene di schermi, luci, mappe digitali, telefoni, computers e mouse da dove partono i comandi. Sembrava la plancia di comando di un'astronave, un po' Star Trek, un po' fantascienza, un po' magia moderna.

Lì dentro, i capostazione di oggi (che attualmente si chiamano operatori della circolazione) fanno tutto quello che si faceva prima con leve e fischietto… ma lo fanno da remoto o telecomandato, con un clic, una chiamata o un comando digitale. Controllano i deviatoi con il mouse, cambiano i segnali con un tasto, parlano  con i macchinisti al telefono. Coordinano chi aggiusta i binari, chi cura i cavi elettrici, chi verifica gli impianti di sicurezza.

Cari bambini, sapete qual è la cosa più bella? Che nonostante tutta questa tecnologia, il cuore del mestiere è rimasto lo stesso.Un capostazione, ieri come oggi, è qualcuno che si prende cura del viaggio degli altri.  È qualcuno che controlla, ascolta, osserva, protegge. È qualcuno che fa in modo che ogni treno arrivi dove deve arrivare, viaggiando in sicurezza.

Un mestiere così non è solo “tecnico”, ma è una storia di responsabilità, attenzione, collaborazione e fiducia. Quando un bambino vede come funziona davvero, capisce che dietro ogni treno che passa ci sono persone che lavorando insieme garantiscono la sicurezza dei viaggiatori. 

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