'Coltivare il domani', buoni riscontri dal laboratorio idroponico al 'Mattioli-D'Acquisto' di San Salvo

Le sottolineature del curatore del progetto, prof. Nicandro Gambuto

redazione
11/06/2026
Scuola
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Coltivare non è più solo una questione di estensione verticale, ma di ingegno verticale grazie al metodo di agricoltura 4.0 che sta entrando a far parte delle pratiche agricole innovative che si diffonderanno ancor di più nel prossimo futuro, affiancando l'agricoltura tradizionale.

Il laboratorio sperimentale idroponico dell’Istituto “Mattioli-D'Acquisto” di San Salvo, progettato e diretto dal docente di scienze prof. Nicandro Gambuto, è un esempio virtuoso di pratica laboratoriale Stem utilizzato dagli studenti per diffondere conoscenze, abilità e competenze sulle tecniche agricole sostenibili.

Quest’anno - evidenzia il prof. Gambuto in una nota - in questo laboratorio sono state prodotte insalate varietà “Gentilina” ed erbe aromatiche come il Basilico (Ocimum basilicum) con varietà italiane e tailandesi.

Tutte le produzioni sane e genuine sono state ottenute senza utilizzo di terra, in ambiente protetto, attraverso l'uso di acqua (con un risparmio idrico enorme, pari al 95% se rapportato alla coltivazione tradizionale n.d.r.) di cubetti di iuta, e con il controllo delle coltivazioni in atto che vegetano in ambiente protetto e climatizzato.

La regolazione e il controllo dei parametri vitali ottimali delle piante avviene anche a distanza attraverso una app dedicata. Il pH, l' umidità, la conducibilità elettrica EC, la temperatura, il dosaggio dei sali minerali e il ricircolo dell'acqua, vengono monitorati costantemente con l' uso di un sofisticato sistema tecnologico denominato "Nido" che vanta anche la presenza di telecamere per l' osservazione diretta dell' impianto modulare, denominato "Radix", e della coltivazione. In orario extracurricolare, gli studenti delle classi liceo 3A tradizionale e 3B scienze applicate, hanno appreso la funzionalità dell’impianto curando tutte le fasi del ciclo produttivo e che consiste in: semina, che necessita di un periodo di circa 10 giorni al buio; propagazione delle plantule, praticata con utilizzo dell’impianto di propagazione. La funzionalità del sistema di monitoraggio elettronico avviene attraverso: la predisposizione di accensione e spegnimento automatico delle luci led ( 18 ore di fase luminosa e 6 ore di fase oscura n.d.r.); il dosaggio di sali minerali e di una percentuale di acido fosforico; il controllo del livello di acqua, il monitoraggio dei parametri ambientali. L’ umidità e la temperatura dell’aria all’interno del laboratorio sono mantenuti costanti grazie ad un impianto di climatizzazione.

A ciclo chiuso, l’acqua raggiunge tutti i ripiani, muniti di dighe, grazie alla spinta di una pompa immersa nei vasconi. Dopo un periodo di 10 giorni le piante raggiungono lo sviluppo dell’apparato radicale ottimale. Per questo, gli studenti hanno eseguito il trapianto delle piantine, con apparato radicale sviluppato in cubetti di iuta, nei moduli di vegetazione disposti su quattro ripiani. In questi moduli cambia la fase luminosa: in modo automatico prevede fase luminosa pe 14 ore e fase buia per 10 ore e livello dell’acqua, che con l’allungamento delle radici è regolato in modalità superficiale. Sono state eseguite analisi chimiche sul prodotto fresco che hanno garantito l’eccellente qualità del prodotto commestibile con il perfetto rispetto dei parametri di legge.

Dopo 23 giorni, gli studenti hanno effettuato il raccolto del basilico raccogliendo le singole foglioline, imbustando il prodotto in sacchetti antigelo e curando al massimo l’igiene per l’intero processo, rispondendo il basilico fresco nel grosso frigorifero del laboratorio. Tutti gli studenti hanno poi igienizzato tutti i moduli di lavoro, preparando altresì le nuove semine di orticole.

E’ un laboratorio unico nel suo genere, esempio virtuoso di ampliamento dell'offerta formativa scolastica, esclusivo sul nostro territorio valido per percorsi FSL. Il risultato è stato eccellente e ha permesso agli studenti coinvolti di curare tutte le fasi della coltivazione del basilico fino 1 al raccolto del prodotto. “Le conoscenze, le abilità e le competenze Stem dei nostri studenti del laboratorio idroponico apre certamente una finestra a possibili sviluppi territoriali e occupazionali nel vasto mondo delle Green economy. L’acqua incontra la tecnologia per coltivare il domani per affiancare e non sostituire integralmente i metodi di coltivazione estensiva tradizionale.

Ringrazio - conclude il prof. Gambuto - la dirigente scolastica prof.ssa Annarosa Costantini per aver creduto in questa progettazione, il tecnico di laboratorio Francesco Iannotta e tutti i collaboratori scolastici che hanno supportato l’attività”.

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