Comune di Vasto e bando per le progressioni economiche annullato, dipendenti in stato di agitazione

redazione
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06/10/2026
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Attualità
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Le segreterie territoriali di FP Cgil, Cisl FP e Uil FPL hanno proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale del Comune di Vasto. Questo alla luce dell’annullamento in autotutela del bando per le Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) 2025 deciso dall'Amministrazione Menna.

La vicenda è ricostruita in una lettera inviata, da parte dei rappresentanti delle sigle sindacali interessate, al Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino, al sindaco Francesco Menna, al segretario generale Pasquale De Falco e al dirigente del Personale Vincenzo Toma.

La vicenda trae origine dal Contratto Collettivo Integrativo 2023-2025 sottoscritto il 22 agosto 2023 tra Amministrazione, sindacati e RSU, che definiva i criteri per le progressioni economiche orizzontali. In attuazione dell’accordo, con Determinazione n. 431 del 20 aprile 2026 era stato pubblicato il bando per le PEO 2025, con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

Il 26 maggio il dirigente del Personale ha però comunicato la sospensione unilaterale della procedura, motivandola con una diffida stragiudiziale presentata da un legale per conto di un singolo dipendente.

Secondo i sindacati la motivazione era irricevibile. Nell’incontro del 9 giugno e con note scritte organizzazioni sindacali e RSU avevano chiesto di concludere la procedura e affrontare eventuali vertenze individuali solo dopo, nelle sedi competenti. L’Amministrazione si era riservata di chiedere un parere all’ARAN. Parere che, sottolineano i sindacati, “non ha rilevato vizi di legittimità della procedura”.

Nonostante ciò, con Determinazione Dirigenziale n. 145 del 17 settembre 2026, il Comune ha disposto l’annullamento in autotutela del bando.

Un atto che, a giudizio dei rappresentanti del personale, “determina un grave e ingiustificato pregiudizio economico e professionale per i 133 lavoratori aventi diritto, ai quali viene negata la possibilità di partecipare alla progressione economica 2025”.

“La condotta unilaterale dell’Ente ha generato forte sconcerto, disagio e diffusa indignazione tra il personale”, si legge nella nota.

Per questo le tre sigle hanno proclamato lo stato di agitazione e hanno chiesto al Prefetto di Chieti la tempestiva convocazione per l’espletamento della procedura preventiva di raffreddamento e conciliazione prevista dalla Legge 146/1990.

In caso di esito negativo o di mancata convocazione nei termini di legge, i sindacati si riservano “ulteriori e più incisive azioni di lotta e mobilitazione sindacale, compreso il ricorso allo sciopero generale del personale”.

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