Ci sono anniversari che non si limitano a segnare il tempo: lo raccontano, lo custodiscono, lo restituiscono alla comunità come memoria viva. I 50 anni di sacerdozio di don Gennaro Di Battista sono uno di quei momenti in cui la storia personale diventa storia collettiva, perché mezzo secolo di ministero non è solo un traguardo, ma un cammino condiviso con migliaia di volti, famiglie, generazioni.
La celebrazione giubilare, vissuta nella sua Ripa Teatina, ha avuto il sapore delle grandi occasioni: una comunità che si stringe attorno al suo pastore, un coro di affetto che attraversa paesi, parrocchie, amicizie nate in seminario e mai sopite.
Un sacerdote che ha fatto della vicinanza il suo stile
Cinquant’anni di sacerdozio significano ascolto, presenza, passi nelle strade, mani tese, parole che accompagnano. Per 27 anni, don Gennaro ha abitato la comunità ripese con la naturalezza di chi non “fa il parroco”, ma vive da padre, da fratello, da uomo che si lascia coinvolgere dalle storie della gente.
Una celebrazione che ha unito diocesi, parrocchie e amicizie
La festa del 21 agosto è stata un abbraccio corale. Dieci sacerdoti hanno concelebrato attorno a don Gennaro, segno di una fraternità che attraversa la diocesi e dell’importanza della fraternità sacerdotale.
Presenti delegazioni da tutta la provincia, tra cui quella di San Vito Chietino, guidata dal sindaco Emiliano Bozzelli, e numerosi sacerdoti che hanno condiviso con lui pezzi di strada: Delfino Regimeti, Giouseppino Gianiorio, Giuseppe Vitacolonna, padre Renato Salvatore, Simone Calabria, Stefano Ricci, Enrico D’Antonio, il diacono Franco Di Matteo.
E poi la musica: gli Old Gen Rosso, guidati dal cugino Pinuccio Mancini, hanno trasformato la serata in un momento di devozione e festa, dove il canto è diventato preghiera e gratitudine.
Le parole che restano
Il sindaco Roberto Luciani ha sintetizzato ciò che molti portano nel cuore:
“In 27 anni tra noi, don Gennaro è stato punto di riferimento spirituale, umano e sociale. La sua presenza ha segnato generazioni.”
Parole che non celebrano solo un anniversario, ma un modo di essere sacerdote: con la gente, per la gente, dentro la vita della comunità.
Cinquant’anni che non chiudono, ma aprono
La sua testimonianza ricorda che la fedeltà è possibile, che il servizio può essere gioia, che la Chiesa cresce quando i suoi pastori camminano con il popolo.
Ripa Teatina lo ha celebrato così: con affetto, con riconoscenza, con la certezza che questi cinquant’anni sono solo la luce che illumina il cammino che continua.

