L’avventura culturale dell’esposizione “Mitografie Postmoderne”, nell’ambito del Premio Vasto d’arte contemporanea, si avvicina alla sua chiusura, prevista per domenica 25 ottobre.
Un’esposizione artistica accolta molto positivamente dal pubblico che l’ha visitata, così come dagli addetti ai lavori e dalla stampa, locale e nazionale, che ne ha garantito ampia diffusione tra migliaia di persone, tra appassionati d’arte e semplici curiosi. Il percorso di curatela, portato avanti dalla critica d’arte Silvia Pegoraro, è stato apprezzato sin dall’inaugurazione, tanto per la scelta delle opere quanto per la professionalità ancora una volta dimostrata. La cornice di Palazzo d’Avalos a Vasto ha reso e continua a rendere ancora più suggestiva l’esposizione, che si compone di opere di 16 grandi artisti italiani che, tra simbolismo e un velo di mistero, raccontano al visitatore una fondamentale pagina della Storia dell’Arte.
Di seguito le dichiarazioni di Silvia Pegoraro e di Alfredo Bontempo, rispettivamente curatrice della mostra e presidente del Comitato del “Premio Vasto d’arte Contemporanea”.
“Chiudere una mostra come Mitografie Postmoderne non significa tracciare una linea di demarcazione, bensì raccogliere i fili di un dialogo temporale che continua a dipanarsi. Fin dagli anni ’80, l'arte contemporanea ha riscoperto il potere della figurazione non come sterile esercizio di stile, ma come territorio di riflessione e “sabotaggio” dei luoghi comuni sul tempo, la storia, il mito.
Questa mostra ha voluto esplorare proprio quel punto di intersezione in cui l'anacronismo artistico si fa quasi “metodo” filosofico, e dove il realismo si emancipa dalla cronaca per sconfinare nel visionario. Tutto ciò per offrire al pubblico non una fuga dalla realtà, ma una lente più efficace per guardarla in faccia.
E’ chiaro che la realizzazione di questo progetto, e il suo successo, non sarebbero stati possibili senza la sensibilità culturale e la lungimiranza del Comitato del Premio Vasto, e in particolare del suo presidente, Alfredo Bontempo, la cui guida appassionata e il costante supporto sono stati fondamentali per dare vita a questo percorso espositivo."

