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Cambierà nome il Viadotto Histonium: sarà intitolato a Nicola Notaro

redazione
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“La nostra città nutre giustamente un importante ricordo per la figura umana e politica di Nicola Notaro, un predecessore che ha saputo investire sullo sviluppo di questo territorio con ingegno ed operosità e, per tale ragione, abbiamo deciso di onorarlo con questa intitolazione di un’opera che egli stesso concepì durante il suo mandato da sindaco”.

È con queste parole che il primo cittadino Francesco Menna annuncia “l’approvazione da parte della Giunta Comunale del provvedimento con cui, previa autorizzazione prefettizia, il Viadotto finora denominato “Histonium”, ponte stradale che attraversa il centro cittadino, verrà denominato “Viadotto Nicola Notaro”. 

“L’opera strategica – prosegue Menna – è uno dei risultati maggiormente rappresentativi di quella stagione amministrativa in cui, tra il gennaio 1973 e il dicembre 1979, Nicola Notaro fu, per due successivi mandati, sindaco di Vasto”.

Nato nel 1931, dopo una lunga militanza nell’Azione Cattolica Italiana, locale e regionale, nel 1945 aderì alla Democrazia Cristiana, partito del quale fu tra gli esponenti apicali a livello regionale. Fu allievo del Sen. Giuseppe Spataro del quale condivideva idee e visione che considerò suo maestro ed ispiratore del suo agire politico-amministrativo.

Fu sindaco di Vasto tra il gennaio 1973 e il dicembre 1979, in due successivi mandati amministrativi, anni nei quali assunse anche la carica di presidente regionale dell’A.N.C.I., Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Numerose e diversificate, quindi, furono le progettualità promosse e realizzate.

Tra esse si annoverano: la riqualificazione del centro storico cittadino, la costruzione dell’acquedotto di Vasto Marina e degli impianti fognari in località Pagliarelli e Incoronata; la costruzione del Parco attrezzato del Muro delle Lame e del Lungomare Duca degli Abruzzi; l’acquisizione al patrimonio comunale di Palazzo d’Avalos e della donazione pittorica di Juan Del Prete; la riqualificazione del Gabinetto Archeologico “Luigi Marchesani”; la realizzazione dell’area pubblica di Via Ciccarone; il restauro del Teatro Rossetti; l’investimento di edilizia economica e popolare della Zona 167 (odierno Quartiere San Paolo), nel quadro dello sviluppo del sistema industriale locale, in Val di Sangro e Piana Sant’Angelo; la realizzazione del Monumento alla Bagnante; l’avvio di opere qualificanti tra cui: la costruzione del Centro Servizi Culturali; l’impianto di depurazione in Via del Porto; la costruzione di diverse scuole elementari, del Palazzo di Giustizia, del Viadotto Histonium, del Palazzetto dello Sport in Via Conti Ricci, dell’Arena Comunale “alle Grazie”.

In un’ottica di emancipazione non solo di Vasto ma dell’intero territorio, incaricò l’architetto giapponese Kishō Kurokawa per la redazione del piano intercomunale Vasto-San Salvo.

Si dimise dall’ufficio di sindaco nel dicembre 1979 in conseguenza della scelta di candidarsi alla carica di consigliere regionale d’Abruzzo per la III legislatura (1980/1985). Risultò eletto. Continuò ad essere consigliere comunale a Vasto fino al 1988 e successivamente mai rinunciò a contribuire al benessere della Città del Vasto, in termini di partecipazione attiva a diverse progettualità che considerò qualificanti per l’intera comunità: da ultimo si ricorda l’impegno personale e familiare per la realizzazione della Chiesa di San Marco Evangelista.

 

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