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Contasecondi su otto semafori vastesi, ma non su quello "della discordia" sulla Statale 16 alla Marina

redazione
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Qualche giorno fa l'Amministrazione comunale di Vasto, attraverso una comunicazione del sindaco Francesco Menna e dell'assessore alla Polizia Locale Carlo Della Penna, ha annunciato la prossima installazione di otto dispositivi contasecondi su altrettanti impianti semaforici cittadini (leggi qui).

Tale dispositivo, però, non ci sarà sul “semaforo della discordia”, quello posto all'intersezione tra la Statale 16 Adriatica e l'ingresso di Viale Dalmazia a Vasto Marina, all'altezza dell'ex Park Hotel. Semaforo, negli anni, al centro di numerose polemiche ed aspri confronti sul piano politico-amministrativo con ripetuti interventi dei consiglieri di minoranza, per l'elevato numero di sanzioni inflitte agli automobilisti e per le reiterate proteste relative alla brevità dei tempi del giallo che si frappone temporaneamente tra il verde e il rosso. 

Le parole del sindaco Menna: "Il countdown non sarà installato a Vasto Marina all’impianto semaforico nei pressi dell’Oasi dell’Anziano poiché non è consentito dalla normativa nazionale. Confidiamo che il governo nazionale cambi la norma. Ho già chiesto in tal senso ai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia di aiutarmi con il governo nazionale affinché cambi la norma sui countdown».

Ma questo passaggio non va affatto giù a Vincenzo Suriani, Francesco Prospero e Guido Giangiacomo, consiglieri comunali di Fratelli d'Italia.

Il comunicato dei consiglieri di Fratelli d'Italia - Semafori a Vasto: il countdown “non si poteva mettere”. Ora lo installano ovunque, tranne sulla Statale 16 a Vasto Marina. Perché Menna nasconde il verbale della Prefettura?

Per mesi ci siamo sentiti rispondere che il countdown semaforico non era installabile, che la normativa non lo permetteva, che era tecnicamente impossibile. Era la giustificazione dietro cui si trincerava l’amministrazione Menna, mentre i contribuenti  subivano valanghe di multe all’incrocio sulla SS16, uno dei più contestati del territorio. Ora, con tanto di annuncio pubblico, scopriamo che il countdown si può mettere eccome, e infatti verrà installato in otto incroci urbani della città. Dunque, la verità è venuta a galla: si poteva fare, ma non si è voluto fare. Ma il dato più clamoroso è un altro: uno dei pochi semafori che resterà senza contasecondi è proprio quello sulla SS16 a Vasto Marina, lo stesso per cui la Prefettura aveva richiesto l’installazione del countdown per ragioni di sicurezza stradale.

Perché proprio lì no? La risposta è semplice quanto grave: perché ammettere la necessità del countdown in quel punto significherebbe, per Menna, riconoscere l’errore. E questo il sindaco non riesce a farlo. Troppo orgoglio, troppo attaccamento a una narrazione che ormai non regge più.

Nel frattempo, abbiamo formalmente richiesto, tramite accesso agli atti, il verbale della Prefettura che raccomandava quella installazione. Ma l’amministrazione si rifiuta di fornirlo. Perché? Forse perché quel documento smentirebbe definitivamente le scuse che per anni hanno raccontato ai cittadini? Non si può continuare a governare negando la realtà, omettendo gli atti e scaricando tutte le colpe su Regione e Governo nazionale. Questo giochetto non funziona più, e ormai non ci credono nemmeno i suoi alleati di partito.

Il countdown è uno strumento di trasparenza e sicurezza. Se si installa in otto incroci, deve essere installato anche dove più è atteso e più è utile alla chiarezza verso gli automobilisti. Non farlo è una scelta politica, non tecnica. E i cittadini meritano rispetto, non giustificazioni fantasiose.
 

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