Egregia Sindaca,
prendo atto con piacere che, dopo diverse sollecitazioni da me effettuate sull’argomento, è intervenuta. Se ricorda, le avevo scritto anche una lettera aperta, alla quale non aveva risposto.
Il suo intervento, però, presenta difetti di origine: è sulla difensiva e non fornisce risposte alle sollecitazioni che le ho rivolto. Lei ha un altro ruolo: governa la città e deve rendere conto ai cittadini delle scelte che la sua amministrazione porta avanti.
Detto questo, credo sia opportuno fare un po’ di storia sulla ormai famosa particella 18. È vero, fui io a metterla in vendita la prima volta, perché a suo tempo vi era un progetto di un gruppo imprenditoriale che voleva realizzarvi un centro benessere e per la talassoterapia, progetto che poi non si concretizzò: fin qui la mia responsabilità.
Successivamente, dopo i vari tentativi di vendita della giunta Magnacca, tutti falliti, ritengo che lei e la sua amministrazione avreste dovuto essere molto prudenti nel mettere nuovamente all’asta quel terreno. Sarebbe stato necessario riflettere se lo stesso bene pubblico potesse essere utile per iniziative dirette allo sviluppo turistico della nostra Marina.
È vero, ho cambiato opinione rispetto a vent’anni fa: ritengo che sia lecito, legittimo e anche utile. Guai a chi nella vita ha certezze assolute.
Inoltre, le voglio ricordare che, due anni or sono, prima che venisse avviata la procedura di vendita, venni da lei a proporle la realizzazione di un campus di educazione ambientale rivolto ai giovani studenti. Lei mi disse che era un progetto molto ambizioso.
Successivamente, non avendo ricevuto risposta da parte sua, feci la stessa proposta alla presidente del Consiglio comunale nonché assessore regionale Magnacca. Mi rispose che avevate intenzione di realizzare un grande albergo; le feci notare che le grandi strutture ricettive stavano chiudendo dappertutto per difficoltà di gestione.
Il risultato di tutto questo è che siete andati avanti lo stesso senza ascoltare nessuno, nonostante le migliaia di firme raccolte e le numerose iniziative di protesta: prima con la proposta del grattacielo e successivamente con l’asta che, per l’ennesima volta, è andata deserta, esponendo l’amministrazione da lei presieduta.
Tutto questo è avvenuto nonostante la contrarietà di gran parte della popolazione. La dimostrazione è il dibattito che si è aperto in questi giorni sui social a seguito del mio comunicato, dove l’intenzione prevalente è quella di non realizzare abitazioni in quell’area.
Visto che lei sostiene che la mia idea è un’ipotesi fantasiosa, nel merito mi permetto di suggerirle anche come si potrebbe procedere per portare avanti la realizzazione del campus.
La prima cosa da fare è la costituzione di una Fondazione tra il Comune di San Salvo, la Provincia di Chieti, la Regione Abruzzo, l’Università, le fondazioni bancarie e le associazioni ambientaliste, che avranno il compito di portare avanti il progetto sia sotto il profilo realizzativo sia scientifico. Successivamente, individuare un soggetto privato tramite gara pubblica, che dovrà gestire in maniera imprenditoriale le strutture ricettive.
Con quali risorse? Certo, le risorse sono importanti, ma prima delle risorse servono la volontà politica, le idee e i progetti.
Anche per quanto riguarda il reperimento dei fondi, mi permetto di dare alcune indicazioni: primo, gli enti e le istituzioni partecipanti al progetto devono investire risorse proprie; secondo, si può attingere ai fondi comunitari specifici per l’ambiente; terzo, si possono utilizzare eventualmente le entrate derivanti dal bando di gara per l’utilizzo della spiaggia.
Come vede, le possibilità possono essere molteplici e San Salvo, in più occasioni, ha dimostrato di avere le qualità, la forza e la capacità di portare avanti progetti ambiziosi.
Qui non si tratta di un gioco delle parti e le prossime elezioni non c’entrano nulla: è in gioco il futuro della nostra città e dei nostri figli. Non sciupiamo quest’area per realizzare palazzi che non ci sono utili.
Pertanto, le rinnovo l’invito a ripensare alla vostra scelta: sarebbe un bel gesto per il futuro di San Salvo.
Gabriele Marchese
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